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Il 13 settembre 2010
presso l’Istituto Comprensivo “ Don
Bosco “ di Cantinella si è registrato
l’inizio delle attività didattiche, per
l’anno scolastico 2010/2011.
Il Dirigente Scolastico, Dott.ssa
Domenica Staffa, che ha, da poco tempo,
assunto il difficile compito di “guida”
del nostro Istituto, in occasione
dell’incontro con il corpo docente e con
i giovani studenti ha, immediatamente,
paventato rassicurante sicurezza del
proprio ruolo, estrema disponibilità al
dialogo ed al contraddittorio ed una non
comune sensibilità rispetto alle
molteplici problematiche, alle cogenti
priorità ed alle mille sfaccettature di
una realtà delicata e complessa quale
quella del nostro territorio.
Questo inizio di anno scolastico
coincide, purtroppo, ed è assolutamente
inutile nascondersi dietro ad un dito,
con un momento estremamente delicato e
complesso della Scuola italiana che
sembra assistere, “impotente”, ad una
sorta di “scardinamento” di certezze
acquisite, ad un momento di negazione di
diritti garantiti in tanti anni di
sacrificato impegno e, conseguentemente,
ad un futuro di prospettive a dir poco
inquietanti per migliaia di colleghi
docenti e di collaboratori scolastici
che, con animo pervaso di inquietudine,
tristezza e rabbia intravedono,
oggettivamente, lo spettro
dell’incertezza, della precarietà,
dell’ingiustizia, della sofferenza.
Ma, aldilà di problematiche reali e di
istanze sacrosante ed attuali sulle
quali, giocoforza, il “mondo della
Scuola”, le Istituzioni e la Società
hanno il dovere prioritario di
intervenire quanto meno attraverso la
creazione di un “dibattito culturale e
politico permanente”, l’inizio di un
anno scolastico deve, assolutamente,
essere pervaso di progettualità, di
positività, di correttezza
organizzativa, di lungimiranza
gestionale e di sfide programmatiche.
La Scuola è, d’altronde, il luogo
deputato in cui l’individuo è in grado
di realizzare una particolare
sensibilità culturale e di maturare un
non banale rigore etico che gli
consentiranno una analisi corretta della
società ed una critica obiettiva e reale
dei fatti e delle circostanze. In tale
ottica si inserisce, a buon titolo, la
figura dell’Educatore che ha il
difficile compito di “operare”
nell’animo dell’allievo, prima che nella
società, promuovendo una ipotetica
civiltà spirituale che sia in grado di
porre i valori universali dell’Uomo come
presupposto necessitante a qualsiasi
azione che, effettivamente, possa essere
definita morale e sociale, cioè civile.
In un mondo “globalizzato” c’è la
assoluta necessità di definire e
delineare per la Scuola italiana “una
accezione e un tenore europei” in
maniera tale che essa possa diventare,
oggettivamente, il luogo deputato ideale
di incontro, ricerca e discussione dei
grandi temi comuni ai Popoli d’Europa e
del Mondo e possa essere in grado di
fornire ai giovani gli strumenti adatti
per riconoscerli, scoprirli, discuterli
e farli propri. Una Scuola così
delineata potrà essere non semplicemente
conservatrice del “patrimonio di
civiltà” acquisito da un Popolo, ma avrà
le carte in regola per promuoverne lo
sviluppo e la evoluzione verso quello
“spirito universale” che permette il
superamento di “antiche barriere”
culturali, religiose, razziali in una
visione più ampia di problematiche
comuni anche ad altri Popoli.
In tale ottica, ritengo che, alla luce
degli stravolgimenti politici e
culturali, dei mutamenti del “costume”,
delle metamorfosi della morale comune,
compito prioritario da assegnare alla
“Istituzione Scuola” sia quello di
formare il “cittadino europeo”, di
formare l’uomo capace di pensare in una
dimensione europea ed addirittura
mondiale, uomo, in ultima analisi, in
grado di essere artefice e protagonista
di una nuova “civiltà”.
Buon lavoro a tutti: docenti ed allievi.
Prof.ssa Maria
Matranga |